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Le buone regole per una corretta igiene del piede
Dalla cura delle unghie alla scelta delle scarpe

I piedi sono una parte del corpo spesso trascurata: a causa dei ritmi frenetici della vita moderna raramente ce ne prendiamo cura, facciamo una doccia veloce e li asciughiamo, tagliamo le unghie velocemente, indossiamo un paio di scarpe qualsiasi e usciamo. A volte questo si ripete troppo spesso e col tempo si possono creare dei danni fastidiosi come calli, duroni, funghi, verruche e ulcerazioni. Questi problemi si riscontrano frequentemente nei piedi di chi soffre di diabete, il cosiddetto ‘piede diabetico’.

Le sane abitudini
Dopo una giornata di lavoro è consigliabile fare un pediluvio in acqua tiepida con prodotti specifici, ad esempio sali ossigenanti e detergenti delicati. Questi prodotti si possono acquistare comodamente in farmacia, sarà il farmacista poi a guidare l’utente sulla scelta della formulazione più adatta.
I detergenti non dovranno essere aggressivi perché potrebbero eliminare le difese naturali della pelle. Se si tratta di un piede diabetico è importante impiegare preparati molto idratanti poiché la pelle si presenta secca e poco elastica – chiarisce la dottoressa Giovanna Orioli della farmacia comunale n. 6 a Fornace Zarattini.
Terminato il pediluvio occorre asciugare molto bene i piedi con un panno in cotone e soprattutto accertarsi che tra le dita non rimanga umidità che potrebbe portare alla formazione di funghi”.

I nemici: calli e funghi
Per eliminare le callosità si può passare sul piede una pietra pomice o dotarsi di apparecchi con rulli esfolianti mentre per i soggetti con piede diabetico è importante non applicare callifughi né in creme né in soluzioni perché si potrebbero creare ferite difficili da guarire e a grande rischio di infezione. “Così come la pelle dei piedi anche le unghie vanno ben esaminate – aggiunge la dottoressa Orioli -. Occorre tenerle sotto controllo per accertare l’eventuale presenza di funghi (onicomicosi)”. In questo caso il farmacista potrà proporre la soluzione più efficace consigliando preparati a base di antifungini sotto forma di smalti o emulsioni, in base alle diverse esigenze delle persone. È importante anche il taglio delle unghie, che non devono essere né troppo corte né arrotondate ma squadrate, per evitare che si incarniscano.

Attenzione alle scarpe
Anche la scarpa con cui camminare va scelta in modo accurato, meglio se con suole in cuoio e con tomaia giusta per accogliere le dita in modo adeguato.“In estate se si è costretti a portare scarpe chiuse, ad esempio antinfortunistiche, si possono impiegare polveri deodoranti da applicare all’interno della calzatura e sul piede. Esistono anche deodoranti in crema applicabili per coloro che soffrono di ipersudorazione – conclude Orioli -. Per quanto riguarda calze e calzini è sempre meglio utilizzare cotone e non fibre sintetiche e cambiarli ogni giorno. Si tratta di poche ma valide regole che possono aiutare a mantenere una buona igiene del piede e che possono prevenire complicazioni anche importanti”

Primavera, tempo di allergie
La primavera segna la fine dei rigori invernali e delle patologie influenzali e si associa tradizionalmente alla rinascita e al rinnovamento.

Tuttavia questa stagione diventa un vero e proprio incubo per chi soffre di ‘pollinosi’, ossia di allergie ai pollini prodotti dalle piante, che incominciano a fiorire e a rilasciare nell’aria questi corpuscoli invisibili. Attraverso il vento che li diffonde i pollini sono garanzia di sopravvivenza per le piante stesse, ma rappresentano anche fattori che scatenano crisi di oculorinite o asma negli individui affetti da questo tipo di allergie.
I sintomi più caratteristici sono raffreddore, senso di naso chiuso, starnuti, arrossamento degli occhi, lacrimazione, prurito al naso, orecchi e palato. Altri sintomi, meno frequenti, sono gola secca e difficoltà di respiro.

I consigli del farmacista
Oltre ad alcuni consigli comportamentali, per esempio evitare o ridurre al minimo la permanenza laddove gli allergeni siano presenti in modo significativo, il farmacista può offrire la propria consulenza sia nella terapia preventiva che nella cura dei sintomi.
“In farmacia sono disponibili spray nasali che creano una sorta di barriera meccanica che minimizza il contatto tra allergene e mucosa nasale oppure spray e colliri a base di sodio cromoglicato che vanno utilizzati prima, durante e dopo l’esposizione all’allergene – spiega la dottoressa Orietta Benelli della farmacia comunale San Rocco di Fusignano -.
Come sintomatici si possono richiedere, senza obbligo di prescrizione medica, antistaminici disponibili in varie forme farmaceutiche mentre l’uso di decongestionanti nasali è consigliabile solo nella fase acuta, inquanto l’uso improprio potrebbe causare una congestione riflessa delle mucose, mal di testa o epistassi o anche un modesto incremento della pressione arteriosa”.

Un aiuto dall’omeopatia
Nella farmacie comunali è possibile richiedere anche un consiglio omeopatico a integrazione della cosiddetta medicina classica: dal macerato glicerico di ribes nigrum, che svolge un’azione antiinfiammatoria simile al cortisone sulle mucose dell’apparato respiratorio, ai mix di pollini diluiti in gocce o granuli ad azione desensibilizzante.
Alcune formulazioni possono essere utilizzate in associazione con gli antistaminici qualora questi ultimi non siano in grado di offrire un buon controllo della sintomatologia allergica.

Allergie o intolleranze?
Un’allergia agli inalanti, quindi non solo ai pollini ma anche a muffe, acari o peli di animali, richiede un accertamento diagnostico mediante test prescritti dal medico per evidenziare la presenza di anticorpi specifi ci chiamati IgE. “Qualora i test risultassero negativi e permanessero i sintomi – conclude la dottoressa Benelli – potrebbe essere utile sottoporsi ad un test per verificare l’eventuale presenza di intolleranze alimentari che è possibile effettuare in tutte le farmacie comunali di Ravenna e del forese. Grazie a questo esame è possibile evidenziare gli alimenti che inducono la produzione di fattori infiammatori che causano sintomi simili a quelli delle pollinosi, nonché altre manifestazioni come cefalea, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali, afte e orticarie”.

Come combattere la sindrome premestruale

Rimedi per affrontare “quei giorni” con serenità e benessere
Ne soffre il 25% della popolazione italiana femminile in età fertile, con disturbi, fisici e psichici, che compaiono con regolarità 7-10 giorni prima delle mestruazioni. La sindrome premestruale nel 43% dei casi compromette la vita sociale delle donne, nel 53% dei casi la vita di coppia e nel 70% la vita lavorativa e scolastica.

Come combattere la sindrome premestruale
I sintomi più comuni sono spossatezza, tensione mammaria, sensazione di gonfiore diffuso, emicrania o cefalea, acne, disturbi dell’appetito, aumento di peso, costipazione, dolori muscolari e crampi. Dal punto di vita psichico le tipiche manifestazioni sono irritabilità, nervosismo, aggressività, tristezza e sbalzi d’umore. Alcune donne riscontrano difficoltà a riposare, fanno fatica ad addormentarsi e possono essere più ansiose. Quando i sintomi psichici prevalgono su quelli fisici si parla di Disturbo Disforico Premestruale, per il quale è necessario un trattamento medico, che potrà prescrivere antidepressivi o ansiolitici a seconda dei casi.

I ‘sì’ e i ‘no’ per alleviare i sintomi
Per affrontare la sindrome premestruale è possibile intervenire su diversi fronti. Il farmacista, oltre a fornire consulenza sui diversi rimedi, può consigliare alcune buone abitudini sempre valide che aiutano ad alleviare i sintomi.
“Dalla seconda metà del ciclo è importante consumare piccoli pasti più volte al giorno, ricchi di frutta e verdura fresche, per migliorare il transito intestinale e combattere gonfiore addominale e stitichezza – spiega la dottoressa Claudia Barboni della farmacia comunale n. 8 a Ravenna-. Consigliamo anche di praticare ginnastica dolce, perché l’attività fisica, rilasciando endorfine, aiuta a combattere lo stress contrastando il dolore muscolare dovuto ai crampi”.
Da evitare invece caffè, tè, cioccolata, superalcolici e alimenti ricchi di zuccheri semplici.

Prevenire è meglio che curare
Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia di un’integrazione vitaminica e di sali minerali sugli sbalzi d’umore, ritenzione idrica e crampi.
“Il magnesio pirodato per esempio contribuisce a diminuire gli spasmi della muscolatura uterina e agisce sulla psiche placando il malumore – prosegue la dottoressa Barboni -. La vitamina B6 è in grado di alleviare il dolore al seno e il mal di testa mentre la vitamina E stimola la diuresi riducendo il senso di gonfiore. Per essere efficaci gli integratori vanno assunti con regolarità almeno una settimana prima dell’arrivo del ciclo”.

Come combattere il dolore
All’arrivo delle mestruazioni si può combattere il dolore aiutandosi con rimedi dolci, come i prodotti fitoterapici, assumibili in forma di capsule, polveri, gocce o tisane. “Una pianta molto utilizzata è l’angelica silvestris, che può ridurre gli spasmi dei dolori mestruali, così come la passiflora incarnata.L’agnocasto invece contribuisce a mantenere un corretto equilibrio tra estrogeni e progesterone durante il ciclo mestruale, riducendo irritabilità ed ansia”. In caso di sintomi più forti e fastidiosi, il farmacista potrà consigliare invece un antiinfiammatorio non steroideo (ibuprofene, naprossene, ketoprofene), per alleviare mal di schiena, dolore al ventre, crampi ed emicrania.
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